Dove si coltivano i cardi?

Da sempre gli italiani amano coltivare il Cardo: è originario della zona mediterranea (Europa meridionale – Africa settentrionale) ma nel tempo si è diffuso anche in aree settentrionali (Pianura Padana) dove è diventato protagonista di piatti tipici (come per esempio la Bagna Cauda piemontese): poiché è sensibile agli …

Dove cresce il cardo?

Il cardo mariano è una pianta che cresce spontanea in gran parte d’Italia, specie negli ambienti miti del Centro e del Sud dello Stivale. Utilizzato in medicina sin dai tempi antichi, il cardo mariano è prezioso per il corretto svolgimento del processo digestivo per le patologie del fegato.

Quando si mettono i cardi?

Il periodo di semina del cardo in genere è il mese di maggio, diciamo che si può seminare tra fine aprile e metà giugno.

Quale parte del cardo si mangia?

Il cardo, solitamente, viene consumato cotto (il cardo gobbo si può mangiare crudo), e in genere le parti del cardo che si usano in cucina sono i “piccioli” (coste o costolature) e quelli più interni alla pianta sono teneri e gustosi.

Quando si mangia il cardo?

scrivevano: “i cardi si mangiano ordinariamente nell’autunno e nell’inverno fatti teneri e bianchi sotto terra”. Nel ‘700 il rinomato libro di cucina “Il Cuoco Piemontese” cita la ricetta più classica a base di cardi: la bagna cauda (o caoda), piatto simbolo della gastronomia del Piemonte.

Dove cresce il cardo selvatico?

(cardo selvatico) e la sottospecie scolymus Hegi (carciofo). Il cardo selvatico è attualmente diffuso soprattutto in Sicilia, Sardegna, Corsica e su molte isole minori: popolazioni sono state individuate anche nella maremma Toscana e nel Teramense. Può essersi sviluppato nell’Africa del Nord o in Sicilia.

Come si mangia il cardo crudo?

Ciò che si mangia del cardo crudo è il gambo, che si è soliti utilizzare tagliato a pezzi per insaporire le insalate condite con olio, sale e limone. I gambi dei cardi hanno però il problema di risultare piuttosto duri e di sapore amaro.

Quando si tagliano i cardi?

A fine ottobre la pianta del cardo va legata per l’imbianchimento. La prima legatura si fa a circa 40 cm di altezza, dopo una decina di giorni si possono legare le foglie più in alto, lasciando libero solo il centro della pianta. All’arrivo del freddo i cardi vanno tolti dall’orto.

Come potare i cardi?

Potatura: Molte specie di cardo si seminano benissimo autonomamente. Per non dover estrarre gli interi germogli singolarmente dall’aiuola, consigliamo di recidere i pedicelli così prediletti da api e bombi dopo la fioritura. In questo modo stimolerete la pianta a formare nuovi fiori.

Quando si raccoglie cardo?

Il cardo produce numerosi fiori, riuniti in infiorescenze, dette «a capolino», di co- lore violetto, simili a quelle del carciofo.

Quando sono maturi i cardi?

L’imbianchimento, a seconda delle zone di coltivazione, inizia gli ultimi giorni di settembre-primi di ottobre e si protrae fino a gennaio, talora metà febbraio.

In che periodo si trapiantano i cardi?

Il cardo è una specie che alle nostre latitudini viene coltivata come annuale. Questa pianta, infatti, risente delle basse temperature: perisce se il termometro scende di 2 gradi sotto lo zero e ferma il suo sviluppo sotto i 7 °C.

In che mese si trapiantano i cardi?

Infatti, la semina di questa pianta avviene dai primi giorni di febbraio fino alla fine di aprile, a seconda delle zone. Eventualmente, puoi prima seminarlo in ambiente protetto dentro a particolari contenitori, per poi trapiantarlo a giugno quando il clima è migliore.

Quando inizia la raccolta del cardo mariano?

Tutte le parti della pianta sono commestibili e ricche di proprietà benefiche. Le foglie vanno raccolte tra maggio-giugno o in autunno; i semi tra luglio-agosto per scuotimento dei capolini essiccati; le radici quando la pianta entra in riposo vegetativo.

Come si interrano i cardi?

Si effettua tra fine aprile e primi di maggio, con una temperatura minima di almeno 6°C, interrando a una profondità di 2-3 cm 3 o 4 semi per buca. La distanza tra le postarelle è di circa 1 metro sia sulla fila che tra le file. Dopo la semina il letto di semina va leggermente irrigato.

Come si trapiantano i cardi?

Si scavano delle fosse profonde 30 cm e larghe 20 cm. Sul fondo di queste viene messo del terriccio misto a letame di cavallo oppure a compost ben maturo. La distanza tra due fosse parallele deve essere di 70 cm. Sul fondo della fossa vengono scavate delle buchette.

Quando si raccolgono i cardi?

mente robuste (fino a 2 centimetri di dia- metro). L’apparto radicale si può appro- fondire nel terreno sino ad un metro. Il cardo produce numerosi fiori, riuniti in infiorescenze, dette «a capolino», di co- lore violetto, simili a quelle del carciofo.

Come si toglie l’amaro dei cardi?

Dopo averli lavati bisogna mettere i gambi in acqua acidulata, ad esempio con l’aggiunta di limone, per evitare che anneriscano. Per evitare che permanga il suo sapore amarognolo potrebbe essere utile lessarli in acqua in cui è stato aggiunto del succo di limone o anche un cucchiaio di farina.

Come si coltivano cardo mariano?

  • La semina del cardo mariano si effettua da febbraio a metà primavera;
  • le prime semine devono essere eseguite in ambiente protetto;
  • con il prosieguo della stagione, tra marzo e aprile, la pianta può essere tranquillamente messa a dimora direttamente nel terreno;

Come assumere i semi di cardo mariano?

In questo caso le modalità d’uso prevedono l’ebollizione di una tazza d’acqua con un cucchiaio di semi di cardo mariano, lasciando in infusione per almeno 12/15 minuti. Il decotto di cardo mariano va bevuto lontano dai pasti, beneficiando delle sue proprietà epatoprotettive e disintossicanti.

Quando raccogliere i semi di cardo mariano?

NOMI COMUNI: cardo santo, card d’le maccie, cardo lattato, cardo asinino, maganazzi, cima de cardu. LA DROGA: I semi. QUANDO SI RACCOGLIE: I semi si raccolgono in luglio - agosto, quando i capolini dopo la fioritura cominciano ad aprirsi; si recidono i capolini e si lasciano asciugare.

Quando sono pronti i cardi?

Raccolta. La raccolta va effettuata quando le coste sono completamente imbianchite. Ciò si verifica dopo il primo mese in cui sono state effettuate le legature o la rincalzatura (quindi ottobre-novembre). Se vuoi scalare la raccolta, puoi lasciare le piante in campo durante l’inverno.

In che periodo si piantano i cardi?

In alternativa si possono mettere i semi nei vasetti da trapiantare poi. Il periodo di semina del cardo in genere è il mese di maggio, diciamo che si può seminare tra fine aprile e metà giugno.

Quando si devono legare i cardi?

A fine ottobre la pianta del cardo va legata per l’imbianchimento. La prima legatura si fa a circa 40 cm di altezza, dopo una decina di giorni si possono legare le foglie più in alto, lasciando libero solo il centro della pianta.

Dove vive il cardo?

Il cardo mariano è una pianta spontanea presente in tutti i paesi che affacciano sul bacino del Mediterraneo. Chi non la conosce la considera una pianta infestante, per la sua facilità riproduttiva e anche per via delle sue pungenti spine.

Quando vanno piantati i cardi?

Il periodo di semina del cardo in genere è il mese di maggio, diciamo che si può seminare tra fine aprile e metà giugno.

In che mese si trovano i cardi?

L’apparto radicale si può appro- fondire nel terreno sino ad un metro. Il cardo produce numerosi fiori, riuniti in infiorescenze, dette «a capolino», di co- lore violetto, simili a quelle del carciofo.

Quando trapiantare i cardi?

TRAPIANTO: avviene in aprile-maggio, quando si è seminato in semenzaio e le piante hanno emesso la sesta foglia. INVESTIMENTO: sia nel caso della semina che del trapianto la distanza tra le file è di m 1 e sulla fìla piante a m 0,60-1 in modo da avere rispettivamente 16.000-10.000 piante per ettaro.